Economia

Nuove opportunità e semplificazioni fiscali: tutte le novità per aziende e contribuenti

Il tema della riapertura dei termini per l’adesione al Concordato Preventivo Biennale (CPB) offre numerosi spunti di analisi e approfondimento, sia in termini di opportunità per i contribuenti sia per quanto riguarda gli aspetti operativi e le condizioni che ne regolano l’accesso. Questa iniziativa, prevista dal Decreto-Legge 167/2024, rappresenta un’importante occasione per chi non aveva ancora aderito a questo regime fiscale e desidera beneficiare delle sue agevolazioni, garantendo maggiore serenità e trasparenza nella gestione del proprio rapporto con il fisco.

Che cos’è il Concordato Preventivo Biennale (CPB)?

Il CPB è uno strumento fiscale introdotto per offrire una modalità semplificata di regolarizzazione dei tributi. Consente ai contribuenti di definire in anticipo un accordo con l’Agenzia delle Entrate per regolare situazioni pregresse e bloccare eventuali controlli fiscali relativi a periodi d’imposta passati. In particolare, la riapertura dei termini al 12 dicembre 2024 permette a molti contribuenti di usufruire del cosiddetto ravvedimento speciale, che consente la sanatoria di errori o omissioni nelle dichiarazioni fiscali trasmesse negli anni precedenti.

Chi può aderire?

L’adesione tardiva è riservata ai contribuenti che:

  • Hanno trasmesso la dichiarazione dei redditi entro il termine ordinario del 31 ottobre 2024.
  • Non avevano aderito al CPB in passato.

Per accedere, è necessario presentare una dichiarazione integrativa che non comporti:

  • Un minor imponibile.
  • Un minor debito d’imposta.
  • Un maggior credito rispetto alla dichiarazione originaria.

Esclusioni: I contribuenti in regime forfettario e coloro che hanno già aderito al CPB in passato non possono usufruire di questa proroga.

Vantaggi per i contribuenti

L’adesione al CPB offre una serie di benefici concreti:

  1. Blocco degli accertamenti fiscali: Aderendo, i contribuenti sono tutelati contro eventuali controlli per i periodi d’imposta dal 2018 al 2022 relativi a imposte dirette, IRAP e IVA.
  2. Regolarizzazione delle posizioni fiscali: L’adesione consente di sanare eventuali situazioni pendenti entro la nuova scadenza del 12 dicembre 2024, considerando la proroga come valida retroattivamente al 31 ottobre 2024.
  3. Ravvedimento speciale: La possibilità di ridurre sanzioni e interessi per errori passati, garantendo una maggiore tranquillità fiscale.

Cosa occorre fare per aderire entro la scadenza?

Per beneficiare della riapertura, il contribuente deve:

  1. Presentare una dichiarazione integrativa conforme ai requisiti richiesti.
  2. Regolarizzare eventuali debiti tributari o contributivi, purché l’importo complessivo non superi la soglia di 5.000 euro.

Un’opportunità per migliorare la compliance fiscale

Questo provvedimento rappresenta una possibilità importante per i contribuenti che desiderano mettersi in regola con il fisco senza incorrere in ulteriori sanzioni. L’introduzione del ravvedimento speciale dimostra la volontà del legislatore di promuovere la collaborazione tra amministrazione finanziaria e contribuenti, offrendo strumenti che incentivano la trasparenza e la regolarità.

Altre novità correlate: Fatturazione semplificata

Per i contribuenti in regime forfettario, dal 1° gennaio 2025 sarà possibile emettere fatture semplificate senza il limite di 400 euro, riducendo il carico amministrativo per professionisti e piccole imprese. Questa modifica, prevista dal Consiglio dei Ministri, si inserisce in un quadro più ampio di interventi normativi volti alla semplificazione fiscale e alla riduzione delle incombenze burocratiche.


L’intero pacchetto di misure, tra cui il CPB e le altre innovazioni fiscali, rappresenta un passo avanti verso una maggiore efficienza e collaborazione tra contribuenti e amministrazione fiscale, incentivando il rispetto delle norme in un contesto di maggiore flessibilità. Per qualsiasi ulteriore chiarimento o assistenza operativa, è consigliabile rivolgersi a professionisti del settore o al proprio consulente fiscale.

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